Mindfulness

Jon Kabat-Zinn (1944), biologo molecolare Statunitense, molto affascinato dalle discipline orientali, dopo anni di studi e di ricerche, ha avuto il grande merito di dare una connotazione psicologica e scientifica alle pratiche di meditazione Buddista, rendendole più fruibili per il nostro tipo di società e stile di vita; creando un protocollo Mindfulness basato sulla riduzione dello stress.

Mindfulness significa “Pienezza della mente”. Essa nel modo in cui la intendiamo oggi in Occidente, grazie all’intervento di Kabat Zinn, utilizza un approccio e un linguaggio più vicino alla nostra società; viene integrata con le conoscenze psicologiche e con le neuroscienze, le quali ci hanno permesso di vedere l’efficacia di queste pratiche nel miglioramento del benessere psico-fisico dell’uomo.

Jon Kabat-Zinn descrive la Mindfulness con la seguente definizione “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”.

Lo stato mentale della Mindfulness è uno stato di attenzione e consapevolezza, nel quale la persona osserva ciò che accade nella sua vita, ciò che emerge esternamente, nel suo ambiente e internamente: pensieri, idee, emozioni, sensazioni fisiche ecc. Questa osservazione avviene in modo non giudicante, accettando quello che accade fuori e dentro di sé; senza cercare di bloccare o di modificare le proprie emozioni o i propri pensieri. Qualunque cosa accada nell’esperienza umana, viene osservata così com’è nella sua natura impermanente, di continuo flusso, permettendoci di arrivare ad una comprensione più profonda della nostra vita e all’origine del disagio e della sofferenza. 

In una società in continua trasformazione in cui tutto accade velocemente e in modo automatico, la Mindfulness ci insegna a vivere in modo consapevole, a sentire il momento presente e a viverlo nel qui ed ora, consentendoci di fare delle scelte in modo ponderato in base al contesto e non automaticamente. È importante ascoltare i propri moti interiori, i pensieri, le emozioni che insorgono dentro di noi, ma è importante farlo utilizzando la giusta chiave di lettura. Il rischio che corriamo è quello di identificarci con i nostri pensieri, le nostre emozioni e sensazioni, credendo che questi siano “noi”. Divenendo invece consapevoli di essi, possiamo osservarli e prenderne le distanze, non identificandoci quindi con i nostri contenuti mentali.

La ricerca nel corso degli ultimi due decenni sostiene che la Mindfulness se praticata costantemente, consente di ridurre lo stress, esercita degli effetti benefici sulla salute fisica e mentale e sulle prestazioni cognitive, aumentando l’attenzione e la concentrazione.

A fianco delle tecniche tradizionali di Mindfulness ha iniziato a svilupparsi, a seguito di ricerche intraprese sin dagli inizi degli anni ’90, un nuovo approccio che mostra ancora più attenzione al corpo rispetto ai protocolli MBSR e MBCT. L’ approccio Psicosomatico proposto dall’ Istituto di Psicosomatica PNEI (Centro studi formazione e ricerche del Villaggio Globale di Bagni di Lucca) utilizza metodi e tecniche del tutto innovative. Il lavoro che propongo spesso ai miei pazienti e di cui io stessa ho fatto esperienza, pone al centro dei suoi studi e interessi la consapevolezza globale, ed il corpo ne è assolutamente protagonista.
Funzioni istintive, emotive e cognitive, devono essere integrate e armonizzate fra loro per consentire l’integrità dell’organismo e il raggiungimento di uno stato di salute psico-fisico.